Puzzle
Ogni opera nasce dal tentativo di sintetizzare visivamente sintomi, vissuti e fragilità legati a una condizione psicologica.
Ho scelto il puzzle perché mi sembrava il modo più ovvio per rappresentare la moltitudine di variabili che si intrecciano per dare forma a una persona, proprio come i pezzi di un puzzle si uniscono fino a comporre un’unica immagine riconoscibile.
La serie è ispirata ai disturbi mentali e ad alcune condizioni psicologiche particolari. Il punto di partenza è che non si tratta di qualcosa di completamente estraneo all’esperienza comune, ma di caratteristiche umane che appartengono a tutti e che, estremizzate, compromettono il funzionamento quotidiano.
Il volto scomposto non si limita a rappresentare una condizione, ma chiede a chi guarda di esplorare l’immagine e ricomporla. In questo processo può emergere un coinvolgimento più personale, qualcosa che riguarda chi osserva o le persone che gli sono vicine.
La serie continua a evolversi nel tempo e procede solo quando un’immagine mi viene in mente con sufficiente chiarezza da spingermi a disegnarla. Ogni volta è finita per il momento.









